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SAN FRANCESCO AL PRATO
Il complesso conventuale di San Francesco al Prato, fondato dai francescani minori, risale al sec. XIII. Qui ebbero la loro formazione religiosa e culturale Sisto IV e Giulio II, e vi abitarono molti santi francescani.
La chiesa, della prima metà del sec. XIII, edificata sulla foggia dell’edificio Superiore di San Francesco in Assisi, poggia su un terreno cedevole, che ha reso necessario, sin dal sec. XV, continui consolidamenti e restauri; ha subìto una profonda trasformazione nel Settecento, sempre per motivi di consolidamento.
La facciata bicroma bianco-rosa è l’esito della sua ricostruzione compiuta nel 1926.
L’interno, oggi alquanto disadorno, era ingentilito nei felici remoti da opere d’arte della maggiore importanza; basti pensare che in questo tempio si trovavano la grande Croce del Maestro di San Francesco (1272), oggi nella Galleria Nazionale dell’Umbria, il grande polittico di Taddeo di Bartolo (1403), pur esso in Galleria, opere del Perugino, di Raffaello (Incoronazione della Vergine oggi nella Pinacoteca Vaticana, Deposizione Baglioni, oggi nella Galleria Borghese).
In una cappella laterale sul fianco sinistro, nota come Oratorio della SS. Concezione o del Gonfalone, è il sarcofago di Braccio Fortebraccio e un bel gonfalone di Benedetto Bonfigli del 1464.
Il convento, sede attuale dell’Accademia delle Belle Arti, vanta un Museo che comprende: un’importante gipsoteca di oltre 360 pezzi; una raccolta di dipinti soprattutto di artisti operanti in Umbria dal XIX al XX secolo; una raccolta di disegni e incisioni dal XVI al XX secolo. |
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